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Cocktail
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Un mwbacocktail (anticamente conosciuto in Italia con il nome di "bevanda arlecchina" o "mwbqpolibibita") è una mwbgbevanda ottenuta tramite una mwbwmiscela proporzionata ed equilibrata di diversi mwcaingredienti mwcqalcolici, mwcgnon alcolici e mwcwaromi. Un cocktail ben eseguito deve avere struttura, aroma e colore bilanciati; se eseguito senza l'uso di componenti alcoliche viene detto cocktail analcolico.

Il cocktail può presentare all'interno del bicchiere del ghiaccio, non presentarlo affatto (come alcuni cocktail invernali quali mwdqgrog e mwdgpunch), oppure può essere solo raffreddato con del ghiaccio. Una classe particolare di cocktail è costituita dagli mwdwshot, piccoli cocktail che possono avere tutte le caratteristiche di un normale cocktail e sono serviti in due tipi di bicchieri, gli mweashot e i mweqbite.

Per prevenire l'abuso sia di nomi fittizi di cocktail sia di modifiche arbitrarie a cocktail conosciuti, l'mwewInternational Bartenders Association ne ha codificati 77 a cui ogni anno si aggiungono o vengono eliminati altri cocktail.

Contents

Storia
Stile
Note

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Storia

La parola cocktail appare per la prima volta nell'edizione del 13 maggio mwfw1806 del mwgaBalance and Columbian Repository che ne dava la seguente definizione:

(inglese)

«"Cocktail" is a stimulating liquor composed of spirits of any kind, sugar, water, and bitters.»

(italiano)

«Il "Cocktail" è una bevanda stimolante composta da superalcolici di vario tipo, zucchero, acqua e amari.»

(Balance and Columbian Repository)

Etimologia

L'mwhaetimologia del termine cocktail non è chiara, esistono tuttavia diverse ipotesi sulla sua origine:

• potrebbe derivare dai termini inglesi mwhwcock (gallo) e mwiatail (coda), forse per il fatto che verso il 1400 nelle campagne inglesi si beveva una bevanda variopinta ispirata ai colori della coda del gallo da combattimento;
• potrebbe derivare dal termine francese mwigcoquetier, un contenitore per uova che veniva usato a mwiwNew Orleans per servire liquori durante il mwjaXIX secolo;
• potrebbe essere una distorsione dal latino mwjg[aqua] decocta, cioè acqua distillata;
• potrebbe derivare dalla leggenda che narra di una nave di ricchi inglesi che, approdando in Sud America, festeggiavano bevendo liquori europei e succhi tropicali mescolati con una colorata piuma di gallo;
• nel 1600-1700 i marinai inglesi approdavano nel porto di mwkqCampeche in mwkgMessico, dove veniva loro servita una bibita mista con all'interno una radice o erba che i locali in lingua spagnola chiamavano "coda di gallo" (mwkwcola de gallo). Da lì cock-tail;
• potrebbe derivare da una leggenda medioevale per la quale l'inizio della giornata era segnato dal canto del gallo, mentre la fine da una bevanda alcolica. Segnando la fine della giornata venne chiamata l'usanza "cock-tail", nonché coda di gallo.

La prima pubblicazione di una guida che includesse ricette di cocktail è del mwlg1862: mwlwHow to Mix Drinks; or, The Bon Vivant's Companion, del professor Jerry Thomas. Oltre alla lista delle solite bevande con mix di liquori, vi erano scritte 10 ricette che erano chiamate "Cocktails". L'ingrediente che differenziava i "cocktails" dalle altre bevande in questo compendio era l'uso degli amari, anche se questo tipo di ingrediente non si trova oramai quasi più nelle ricette moderne.

Durante il mwmqProibizionismo negli mwmgStati Uniti (mwmw1919-mwna1933), quando il consumo di alcool era illegale, i cocktail erano comunque bevuti negli mwnqmwngspeakeasies. Durante questo periodo la qualità dei liquori era scadente rispetto ai periodi precedenti, per questo motivo i baristi tendevano a mescolare i liquori con altri ingredienti. Proprio a questo periodo si fanno risalire le prime vere raccolte di ricette per cocktail dell'era moderna, soprattutto in mwnwEuropa, con la mwoaGuide du barman et du gourmet chic del 1921 e mwoq900 recettes de cocktail et Boissons Américaines, del mwog1927, entrambe a cura di Adolphe Torelli (barista del Winter Palace di mwowNizza) e il mwpaThe Savoy Cocktail inglese del mwpq1931. Anche cinema e letteratura hanno contribuito al successo dei cocktail.

Preparazione

La preparazione di un cocktail, come per qualsiasi ricetta di cucina, comporta una serie di fattori: la variabile principale è costituita dagli ingredienti e la loro quantità, quindi le tecniche e gli strumenti di miscelazione e infine la presentazionecite-ref-1[1].

Ingredienti

Gli ingredienti sono suddivisibili in quattro categorie principali, ossia basi, coloranti, aromatizzanti e decorazioni:

• base: la base è l'elemento intorno al quale si costituisce il cocktail, di solito si tratta di un distillato bianco (o scuro) che dà struttura alla bevanda. In base alla caratterizzazione del distillato si avranno basi neutre (es. mwsavodka o mwsqrum), parzialmente caratterizzati (es. mwsgwhiskey o mwswcachaça) o fortemente caratterizzati (es. mwtagin o mwtqtequila)
• aromatizzante: l'aromatizzante è l'elemento che arricchisce il ventaglio olfattivo e gustativo, liquori o creme sono generalmente quelli più usati che danno profumo e gusto. Base e aromatizzante potrebbero essere sintetizzati in un liquore o crema (che sono bevande diverse dai distillati)
• colorante: il colorante migliora il colore e la piacevolezza della bevanda; è un mwuasoft drink come cola, tonica, sciroppi, frutta. Nel cocktail ne influenza l'aspetto visivo e il gusto
• decorazione: serve per migliorare l'impatto estetico della bevanda; alcune volte può anche variare l'aroma del cocktail, come ad esempio le mwugcrustas, ossia zucchero o sale passati sul bordo del bicchiere inumidito. Solitamente si utilizza frutta (bucce o spicchi di agrumi, ciliegie sotto spirito, olive) o aromi (zucchero, sale, cacao, noce moscata).

Unità di misura

Il dosaggio degli ingredienti nelle ricette possono essere indicati con diverse mwvqunità di misura, a seconda della necessità, della tecnica e della nazione. Le principali unità di misura sono tre:

• mwwacentilitri (mwwqcl.): è l'unità di misura più precisa, in quanto permette dosaggi molto piccoli. Necessita del mwwgjigger, attrezzo che permette di misurare precisamente la razione di liquido, e dell'utilizzo del mwwwbicchiere adatto alla ricetta, in quanto ogni bicchiere ha una capacità standardizzata. È il dosaggio utilizzato nello stile mwxaclassico, dall'mwxqIBAcite-ref-2[2], dall'mwygAIBEScite-ref-3[3], e dall'mwzwAIBMcite-ref-4[4]
• mwbqonce (mwbgoz.): è l'unità di misura più quantizzata e rapida, ma meno precisa (un'oncia equivale a 3 cl.). Per calcolare l'oncia è possibile utilizzare il pourer, strumento utilizzato soprattutto nellmwca'mwcqmwcgamerican bartending, stile che necessita di rapidità, ed utilizzata pertanto dai ricettari di tali categorie
• mwdadecimi (mwdqx/x): è l'unità di misura più adattabile. Può essere espressa in decimi, terzi, quarti, quinti, mezzi e altre unità inferiori/superiori a seconda della ricetta. Nell'ambito del Barman classico l'AIBES ha iniziato ad usare la linea di ricette indicate in centilitri affiancata a quella decimale. I motivi del lento abbandono della notazione decimale vanno ricercati nella sua imprecisione e nel fatto che ogni bicchiere ha una capacità differente, e senza conoscerla a priori è impossibile realizzare un cocktail perfetto utilizzando il sistema in decimi, mentre il sistema in once e in cl non crea problemi di questo tipo.

Vi sono poi altre unità di misura scarsamente utilizzate (es. cucchiai/mwdwspoon, parti) a causa della bassa precisione, o utilizzati solo per specifici ingredienti (es. gocce per l'mweaAngostura).

Tecniche di miscelazione

Ogni cocktail necessita di una tecnica particolare di preparazione, che valorizzi gli aspetti gustativi ed estetici finali caratteristici di ogni composto. Le tecniche principali sono:

• mwfqshaking (o shakerato, che si può tradurre con "agitato"): gli ingredienti vengono inseriti in uno mwfgshaker pieno di mwfwghiaccio e quindi mescolati tramite lo scuotimento dello strumento (la durata dell'agitazione deve essere intorno a 10-20 secondi). Questa tecnica permette, oltre la miscelazione di liquidi difficilmente miscibili, un'ossigenazione e abbassamento della temperatura rapida del liquido
• mwgqstirring (o mescolato): gli ingredienti vengono versati direttamente nel bicchiere o in un mwggmwgwmixing glass e mescolati con uno mwhastirrer o un mwhqcucchiaio da bar. Questa tecnica, utilizzata principalmente con ingredienti con mwhgdensità simile, permette di mischiare dolcemente gli ingredienti mantenendo al contempo le note caratteristiche degli ingredienti ben distinguibili
• mwiamixing & straining: gli ingredienti vengono mescolati in un mwiqmixing glass o shakerati (senza ghiaccio), quindi si filtra il composto con uno mwigstrainer nel bicchiere spesso precedentemente raffreddato. Questa tecnica permette di mescolare;
• mwjamuddler (o pestato): gli ingredienti solidi (zucchero, frutta, erbe) vengono pestati con un mwjqmwjgmuddler, per farne fuoriuscire l'essenza
• mwkabuild: gli ingredienti vengono versati direttamente nel bicchiere. La variante del mwkqbuild è chiamato mwkglayer, che prevede che gli ingredienti si versino in un bicchiere piccolo (solitamente mwkwmwlashot) molto delicatamente, facendo in modo che i liquidi, che devono avere mwlqdensità diverse, rimangano stratificati e non mescolati; solitamente, per semplificare il lavoro, i liquidi vengono versati sul dorso di uno mwlgstirrer o un mwlwcucchiaio da bar poggiato sul bordo del bicchiere.cite-ref-5[5]
• mwnqfrozen: gli ingredienti vengono versati in un mwngmwnwblender riempito di ghiaccio e frullati in modo da ricavare una bevanda simile ad un mwoasorbetto o anche con consistenza liquida e vellutata.

Stile

Lo stile del mwowbarman/barista può essere:

• mwpgbartender
• classico
• mwqqmwqgflair bartender

Il primo si riferisce a una costruzione del cocktail basata su tecniche americane e misurazioni in once (1 oncia = 3cl) utilizzando un sistema di conteggio chiamato mwrafree pouring ed è utilizzato da barman che lavorano in locali affollati. Il secondo a un barman da hotel dove il lavoro è più lento e ci si concentra principalmente sulla qualità; l'ultimo si ispira ad un modello di barman acrobatico, il cui scopo è far da bere a un medio livello dando spettacolo con simpatici movimenti acrobatici. Il mwrqflair si distingue in due tipi: il mwrgmwrwWorking flair e l'mwsaExhibition flair. Il primo è finalizzato alla preparazione di uno o più cocktail. Lmwsq'mwsgExhibition serve, invece, per attirare il cliente al banco eseguendo uno spettacolo acrobatico con bottiglie vuote. Esistono competizioni su scala mondiale di questa disciplina, dette appunto mwswFlair competition.

Classificazione

I cocktail possono essere classificati in base a vari fattori caratterizzanti, tra i quali il momento del consumo, la presentazione, la capacità o la struttura. Ne risulta una serie di possibili categorizzazioni.

Momento del consumo

I cocktail vengono consumati solitamente nella seconda parte della giornata. La categorizzazione secondo il momento di consumo quindi si distingue principalmente sulla base dell'effetto dato all'organismo, dividendo i composti quindi il momento del consumo è distinto sulla base della cena:

• mwugpre dinner: vengono serviti come mwuwaperitivi, dal latino mwvaaperire (aprire); molti sono caratterizzati dalla proprietà di stimolare la salivazione e, di riflesso, l'appetito. Salvo eccezioni, sono caratterizzati dalla prevalenza di aromi amareggianti. In Italia vengono spesso supportati da mwvqstuzzichini di contorno
• mwvwafter dinner: serviti dopo cena, possono essere mwwadigestivi oppure sostituire e\o accompagnare un dessert. Sono caratterizzati dalla presenza di liquori e creme, una composizione olfattiva e gustativa complessa, abbinati spesso a una componente alcolica decisa
• mwwgany time: sotto questo termine vengono inseriti molti cocktail, dai sapori molto variegati ma accomunati da sapori spesso freschi e dissetanti, oppure dolci. Sono composti da una base alcolica molto variabile, l'uso di addolcitori, succhi di frutti o analcolici e spesso riccamente decorati. Lmwww'mwxahighball rientra nella categoria degli mwxqany time, perché ha una presenza molto abbondante di componenti analcolici.

L'mwxwI.B.A. ha utilizzato questa categorizzazione fino al mwya2010 cite-ref-classificazione-cocktail-6-0[6].

Presentazione

I cocktail possono essere presentati, in base agli mwzwingredienti e alla mw0atecnica di miscelazione in diversi mw0qstati:

• liquido: è lo stato principale dei cocktail, con o senza ghiaccio
• cremoso: contiene mw1qcrema di latte, mw1guova o un altro ingrediente che possa rendere il composto semifluido (succo di pomodoro, gelato, liquore cremoso)
• mw2afrozen: gli ingredienti sono frullati con ghiaccio, ricavando un composto simile ad un mw2qsorbetto o liquido
• pestato: gli ingredienti sono pestati e serviti con ghiaccio tritato grossolanamente.

Capacità

I cocktail possono esser serviti in vari bicchieri

• mw3wshot: serviti in bicchieri da mw4acicchetto
• mw4gshort drink, se serviti nelle mw4wcoppette da cocktail
• mw5qmedium drink se serviti in mw5gtumbler bassi
• mw6qlong drink se serviti in mw6gtumbler alti o altri bicchieri di alta capacità; con il termine si è passati anche a indicare cocktail definiti più correttamente mw7aHighball, ossia bevande in cui la componente analcolica è superiore alla componente alcolica.

Struttura

La classificazione secondo la struttura è la più eterogenea e variabile fra tutte, in quanto basata sui sapori e sulla composizione. Dato che col tempo sono aumentati sia la disponibilità degli ingredienti che il consumo di cocktail, il numero di varianti è cresciuto considerevolmente, dando origine a molte classi, stili e famiglie.

| Classe | Caratteristica | Stile (famiglia) |
|---|---|---|
| Ancestral, Sour & Julep | Sono accomunati dall'uso dello zucchero : gli ancestral contengono Soda , i sour limone o lime (chiamato Sweet & sour ), i julep menta | Caribe ( Caipi ) Collins Fizz Sling |
| Duo e Trio | I duo contengono un liquore e un distillato , i trio aggiungono un ingrediente cremoso come la crema di latte o la crema di whiskey | Cream & Cocoa Dark drink Gangster ( Triade ) |
| French-italian | Presenza di vino spumante e/o vermouth | Americani Martinis Sparkling |
| Highball (erroneamente definito anche Long Drink ) | Presenza preponderante di analcolici | Cape Codder Lemon drink Tonic Drink Cola Drink Liquid Energy Cooler Tiki/Exotic/Tropical (Colada, OJ) |
| Hard Drink | Presenza preponderante o esclusiva di distillati | Iced tea Pousse-café ( B-52 ) |
| Snappers | Presenza di ingredienti sapidi quali succo di pomodoro o uova | Nogg & flip Bloodies |
| Bowl | Presenza di frutta intera , zucchero e spezie . Spesso son serviti in grosse ciotole o caraffe | Punch Cobbler |
| Orphan | tutti quelli che non rientrano in alcuna categoria | Albatros |

Note

cite-note-11. mwaxkDichiarazione della campionessa italiana Aibes Rita Russo
cite-note-22. mwayqInternational Bartenders Association - IBA
cite-note-33. mwaygAIBES – Associazione Italiana Barman
cite-note-44. mwaywAIBM Project
cite-note-55. mwazamwazemwaziCopia archiviata, su mwazmmixstory.it. mwazqURL consultato il 28 ottobre 2015 mwazu(archiviato dall'mwazyurl originale il 24 novembre 2015).
cite-note-classificazione-cocktail-66. mwazoClassificazione Cocktail mwazsArchiviatomwazw il 21 aprile 2011 in mwaz0Internet Archivemwaz4., Classificazione aggiornata per Tipo e Codifica.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikibooks contiene testi o manuali su ricette di cocktail
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su ricette di cocktail

Collegamenti esterni

• citerefvocabolario-treccaniCocktail, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itcocktail, su sapere.it, De Agostini.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Cocktails, su Open Library, Internet Archive.
• mwabq Brochure in PDF con i nuovi 77 cocktail mondiali IBA, con ricette
• mwabyAmerican Bartending cocktails, su americanbartending.org. URL consultato il 19 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2014).
• mwabgI nuovi cocktails IBA La nuova lista dei cocktail IBA (uscita il 25/11/2011), con le ricette e le foto corrette.
• mwaboRicette, ingredienti e curiosità dei vari cocktail del mondo, su mondococktail.it.
• mwabwIBA Official Cocktails mwab0Archiviato il 9 novembre 2011 in Internet Archive. - lista ufficiale e istruzioni per la preparazione dei cocktail IBA
• mwacaMisterCocktail.it - Il primo sito in Italia. Consigli sulla preparazione di cocktail e caffè speciali., su mistercocktail.it. URL consultato il 1º giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2018).
• mwaciCocktailmania.it - Ricette Cocktail, Corso Barman, su cocktailmania.it.
• mwacqizidrink.it - Il primo portale italiano dedicato alle video ricette per la preparazione di cocktail alcolici ed analcolici, su izidrink.it. URL consultato il 20 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2014).